Autore Topic: Recensione Clock Tower 3  (Letto 1258 volte)

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WarioPunk

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Recensione Clock Tower 3
« il: 30 Mag 2012 13:02:10 »


Casa Capcom ci aveva abituato a grandi titoli nel genere dei survival horror, considerando che i primi Clock Tower erano survivalism puro, in questo indegno capitolo della saga quel fattore rimane ma purtroppo e' condito di scelte di gameplay ridicole e imbarazzanti.

TRAMA


La protagonista del gioco e' la giovane Alyssa, una ragazza di appena quindici anni compiuti, che torna a casa dal collegio privato in cui studia a seguito di una misteriosa telefonata di sua madre.
Arrivata nel maniero di famiglia la ragazza non trova anima viva, se non un misterioso individuo vestito in stile vittoriano che cerca di avvicinarla.
Le parole dell'uomo faranno sprofondare Alyssa in un viaggio tra le epoche, dove incontrera' degli spietati assassini e le loro vittime, rivivendo questi momenti la ragazza scoprira' di avere un compito in tutto questo, qualcosa che riguarda la sua discendenza.




La trama e' buona, anzi senza contare la storia della discendenza e dell'eroina predestinata che ricorda "Buffy", il gioco e' abbastanza funzionale nonostante per scelte quasi obbligatori (per non ripetere un gioco uguale) si distacca dai suoi predecessori in quanto inquadramento geografico e temporale.
I primi due capitoli di gioco sono molto godibili, con buone ambientazioni claustrofobiche e inquietanti, dove la povera e indifesa Alyssa dovra' utilizzare qualsiasi cosa per difendersi/nascondersi.
Il rpoblema arriva dopo, gia' nel terzo capitolo il nemico assumera' connotazioni inverosimili, con abilita' fisiche assurde, elemento che stona con il voler inquadrare storicamente gli avvenimenti, e soprattutto stona con la tendenza thriller della serie.
Per poi arrivare a un quarto capitolo dove tra dungeon scopiazzati a Silent Hill verremo inseguiti dalla versione vergognosa del vecchio Scissorman con tanto di capacita' alla anime giapponese, tra scatti supersonici e onde enrgetiche.

GAMEPLAY

Alyssa verra' richiamata a ricostruire i fatti, il suo compito sara' per lo piu' di raccogliere in ogni capitolo indizi ed elementi che ricostruiscono l'accaduto die brutali omicidi per poi arrivare infine a confrontarsi con il killer. In tutto questo mancano pero' gli enigmi, il gioco e' tutto un scappa e raccogli, con l'unica aggiunta dei... fantasmi. Come riconfermera' Silent Hill 4 i fantasmi fanno parte di una paura ormai estinta nell'uomo, e come i vampiri e gli zombi sono ormai declassati a meri agnelli sacrificali nei giochi action, i fantasmi, a parte nei titoli esclusivamente dedicati ad essi (la trilogia di Fatal Frame) oltre a non far paura sono solo d'impiccio.
Se difatti quando il killer compare dal nulla assalendoci quando meno ce lo aspettiamo e facendoci maledire qualcuno, questi fantasmi oltre ad essere in bella vista (galleggiano sopra i loro cadaveri o nel punto in cui sono morti) non fanno altro che mettersi in mezzo mentre scappiamo e cercare di abbracciarci per aumentare il livello di panico di Alyssa o per permettere al killer di darci una mazzata.
Ho accennato a questi fantasmi perche' uno dei pochi sforzi logici simile a un puzzle presente nel gioco e' l'assoluzione dei suddetti fantasmi, trovando l'oggetto giusto e usandolo sul fantasma la sua anima sara' salvata e se ne andra', di solito bastera' esaminare la scena del delitto o leggere dei documenti.



Alyssa non e' armata (almeno non durante il capitolo) e potra' solo correre o interagire con oggetti che cadranno addosso all'inseguitore (una volta sola ovviamente), la maggior parte di essi e' obbligatoria perche' spesso gli inseguimenti finiranno in vicoli ciechi con uno di questi elementi.

La nostra eroina ha una barra di vita/panico, infatti sia i colpi fisici che gli spaventi renderanno la ragazza sempre piu' vicina all'isteria che la rendera' facile preda del killer di turno.
Per riprendersi dallo shock dovra' bere dell'acqua dagli appositi punti di salvataggio (fontane).

Potra' comunque portarsi dietro dell boccette che potra' riempire d'acqua nei punti di salvataggio, lanciando quest'acqua contro i fantasmi li stordiremo e contro gli inseguitori gli faremo perdere qualche secondo a coprirsi il volto.
Da usare quando siamo messi contro il muro.



Infine parliamo del combattimento
QUESTO PARAGRAFO PUO' ESSERE CONSIDERATO SPOILER
Ho gia' accennato che Alyssa fa' parte di una dinastia particolare, questo le consente di poter assolvere gli spiriti, ma mentre gli spiriti tormentati vogliono solo un oggetto feticcio della loro esistenza, quelli dei killer non vogliono andarsene (anche perche' tornerebbero in un ipotetico inferno) quindi Alyssa ricorrera' alla forza.
Potra' infatti evocare quando in ogni capitolo giungera' il momento del faccia a faccia, un arco magico e delle frecce di energia, tramite quest'arma potra incatenare l'anima del killer e rispedirlo all'inferno.
Il sistema di combattimento e' molto semplice, schivando i colpi del nemico dovremo caricare le frecce nellarco e poi scagliarle, quest lo incateneranno a un punto nel terreno da cui lui potra' allontanarsi di poco, prima che le frecce gia' scagliate si dissolvano dovremo lanciargliene altre sempre caricate, finche' non verra' imprigionato in un cerchio magico, a quel punto lanciando un ultima freccia particolare la sua anima sara' imprigionata.
Il primo boss attacca solo in mischia e sara' quindi un gioco da ragazzi, gli altri invece ci scaglieranno addosso di ogni anche quando saranno incatenati.
In questa sezione di battaglia che io definirei "Sailor Moon style", Alyssa avra' una barra della vita abbastanza lunga che scende solo con gli attacchi fisici nemici e che non puo' essere ripristinata durante la battaglia.

GRAFICA, SUONI, DOPPIAGGIO

Il comparto grafico del gioco (2002) e' ottimo, del resto parliamo di Capcom. Le ambientazioni, sono tutte riprodotte in modo eccelso, specialmente i primi due capitoli che riescono ad essere veramente inquietanti.
Le animazioni dei personaggi sono fluide e forse solo nelle cutscene hanno movimenti nevrotici (frenetici) e inverosimili.
La colonna sonora non sbaglia un colpo, non c'e' una traccia sbagliata, ogni location o colpo di scena ha il suo accompagnamento musicale degno di questo genere.
Gli effetti sonori sono buoni, il doppiaggio pur non essendo presente in maniera importante nel gioco e' di buona qualita', specialmente i doppiatori dei killer sembrano molto ispirati tra risate malefiche e gemiti vari.




IN SINTESI

Piu' di una volta ho sostenuto la tesi che spesso un gioco puo' essere considerato buono o mediocre se non si considera il peso del del brand che porta, ad esempio Silent Hill 4 o Resident Evil 4 potevano essere considerati migliori con un titolo diverso, questo perche' fare parte di una saga perlopiu'  storica ha degli obblighi inscindibili che devono vedersela comunque con il dovere di rinnovarsi.
Ma se ci sono titoli che non si possono proprio salvare come Alone in the dark 5 (che schifo) questo Clock Tower 3 sarebbe stato un gioco venuto male anche con titolo diverso.
Questo a causa del combattimento alla "Sailor Moon" e dei fantasmi.
Il gioco senza questi elementi ridicoli degni di essere extra sbloccabili a fine gioco sarebbe stato un discreto survival horror, certo non come i suoi predecessori ma comunque buono come un Rule Of Rose.
Ma purtroppo l'atmosfera e' rovinata da questi elementi ridicoli da anime giapponese, perche' se prima scappiamo nei corridoi claustrofobici da un assassino immortale che ci vuole squartare, pochi minuti dpo sarem li' a lanciargli il "diadema lunare".
Un'occasione sprecata per Capcom, un gioco riuscito bene a meta' e dei game designers che avevano la testa tra le nuovle.
Consiglio questo gioco a chi non ha mai giocato i primi Clock Tower e a chi non si sciocchera' vedendo un remake horror di "Sailor Moon"
A presto con la recensione dle VERO seguito della saga Clock Tower, il bellissimo Haunting Ground.

VOTO: Discreto 7 (abbassato per ridicole scelte di gameplay)

TRAMA: 7 1/2
GRAFICA: 8
GAMEPLAY: 7 1/2
LONGEVITA: 8
SONORO: 8

al prossimo survival horror :yes:







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« Ultima modifica: 30 Mag 2012 13:10:42 da WarioPunk »



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Re: Recensione Clock Tower 3
« Risposta #1 il: 03 Giu 2012 22:34:17 »
Ennesima bella rece! ;)
Era un p difficile d'altronde riprendere fedelmente i fasti del primo Clock Tower aggiungendoci qualcosa di nuovo! Anche se qualcuno ci sta provando, un progetto chiamato Remothered che dovrebbe essere il remake "spirituale" del gioiellino della Human Entertainment!





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Re: Recensione Clock Tower 3
« Risposta #2 il: 03 Giu 2012 23:59:14 »
Purtroppo anche i survival horror sono un genere che si e' deevoluto in qualcosa di nullo che sfocia nello sparatutto

la cosa che si avvicina di piu' sono alcune avventure grafiche a sfondo horror ma e' comunque una cosa differente seppur simile




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